Ci sono luoghi in Sardegna che mostrano la loro bellezza nelle giornate limpide e serene, quando i colori del mare e della natura risaltano.
Altri luoghi invece sanno mostrare un fascino particolare con un tempo meno bello. Ce ne siamo accorti, durante la nostra gita alla scoperta del Castello di Pedres



Il cielo è grigio, i colori più tenui, e la sagoma dell’antica fortezza costruita su un picco ci sovrasta in un’atmosfera cupa da romanzo fantasy.


La sagoma del castello

Il castello si raggiunge seguendo una piccola strada di campagna, tra l’aeroporto di Olbia e Loiri. In poco tempo si arriva al sito della tomba dei giganti di Su Monte e S’Abe, da cui parte il sentiero che sale la fortezza.
Osserviamo l’inconfondibile sagoma della fortificazione che si eleva sul picco a est; ma prima di iniziare la salita, perchè non vedere da vicino la tomba dei giganti?


Tomba dei Giganti di Su Monte e S’Abe

La tomba dei giganti di Su Monte e S’Abe, in uno spiazzo circondato da una vegetazione rigogliosa, è stata riportata alla luce negli anni 60 e si presenta in ottimo stato di conservazione. Anche quest’opera (come quelle viste nei precedenti articoli) risale al periodo della cultura di Bonannaro (attorno al 3200-2800 a.C.), quantomeno per la parte centrale, e venne ampliata nel corso dei secoli successivi.
La forma del monumento vista dall’alto, analogamente ad altre tombe dei giganti ed a numerose incisioni antiche, ricorda la sagoma stilizzata di una testa di toro, antico simbolo di potenza e virilità.
Una particolarità rispetto ad altre tombe di questo genere è che le sepolture al suo interno erano collettive.


Tomba dei giganti di Su Monte e S Abe

Il sito archeologico

Passeggiando attorno al monumento, possiamo ammirarlo da diversi punti di vista: a parte la stele principale mancante, davanti al corridoio d’accesso, la struttura è praticamente integra! Abbiamo modo di osservare il corridoio interno per la maggior parte coperto dai grossi massi che ne costituiscono il tetto.


Particolare del corridoio interno

Dietro alla tomba

Il sentiero

Il nostro viaggio prosegue con una camminata nella natura… Seguiamo il sentiero in direzione del castello, che, dopo un primo tratto pianeggiante, si addentra tra le piante.
Qui il percorso si fa in salita; nelle parti più ripide troviamo una lunga scalinata in pietra che rende più agevole l’ascensione. Superiamo un tratto con grossi massi e, in breve tempo, ci avviciniamo alla sommità.


Il promontorio del castello

Il sentiero

Le mura di cinta incutono timore per la loro imponenza, sebbene si siano conservate solo in parte. L’ultimo tratto di scalinata le attraversa dandoci accesso al cortile interno.


Nel castello di Pedres

Questa fortezza medievale fu costruita nel XIII secolo, quando il Giudicato di Gallura era sotto il dominio dei Visconti di Pisa. La roccaforte venne utilizzata anche nei secoli successivi, grazie alla sua notevole posizione strategica, dai Frati Ospedalieri di San Giovanni di Gerusalemme, dagli Aragonesi e infine dal Giudicato di Arborea, per poi venire abbandonata dopo il XV secolo.
In origine erano presenti quattro torri ed una struttura più complessa di quanto i resti attuali lascino supporre. Nonostante ciò il mastio, unica torre che possiamo ammirare ancora oggi, conserva la sua maestosità, svettando tra i resti delle mura.


Accesso e vista su Olbia

Il mastio

Passaggio tra le mura

Passeggiando tra i grossi massi e i ruderi di alcuni edifici, troviamo diversi punti d’osservazione sulle montagne, le pianure e la città di Olbia. Il panorama è emozionante e ci cattura, portandoci a scrutare i dintorni con attenzione, come facevano in epoche passate le sentinelle medievali.


Vista dalle mura


Panorami



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L'Autore

Esploratore e scopritore nell'isola di Sardegna. Autore del blog Sardinia 4 Emotions, per condividere emozioni ed esperienze vissute in questa magica isola.